Solarolo (Slarôl in romagnolo) è un comune di 4.336 abitanti della provincia di Ravenna, sulla strada tra Castel Bolognese e Faenza.
Solarolo è un territorio colonizzato già dai tempi antichi come dimostrano i ritrovamenti di molti reperti storici, fatti risalire sia all'età del Bronzo che a quella del Ferro. Del periodo romano sono invece alcune villae, che hanno restituito marmi.tessere di mosaico, intonaci e dipinti e una lapide funeraria del I sec. A.C. attestata alla tribù Pollia.
Il nome Solarolo è stato menzionato per la prima volta, come quello del vicino paese di Barbiano, l'8 luglio 993, mentre bisogna attendere il 1138 per leggere del castello di Solarolo, distrutto nello stesso anno dai Faentini per la supremazia territoriale tra i fiumi Santerno e Senio. Il castello verrà poi ricostruito nel 1341 durante il periodo di dominazione bolognese, protrattosi sino al 1411, quando il paese torna sotto la dominazione dei Manfredi di Faenza. Le alterne vicende dei primi anni del Cinquecento, a seguito dell'occupazione del Valentino, portano Solarolo a uscire dall'orbita faentina, essendo "il Castello con le sue ville" concesso in pegno ai Gonzaga nel 1514; due anni dopo inizia il reale dominio della Casa di Mantova che si protrae fino al 1573, con l'intermezzo del governo diretto di Isabella D'Este (1529 - 1539) in seguito a uno scambio di proprietà col marito Francesco II Gonzaga. Solarolo dal 1574 diviene 'Governo di Consulta', cioè Comunità autonoma presieduta da un governatore nominato da Roma, facente parte della Provincia o Legazione di Romagna, Solarolo fa capo quindi al Vice-legato residente in Ravenna, in prima istanza, e alle varie Congregazioni di Roma. Nei due secoli che porteranno allo scadere del Settecento, peraltro politicamente tranquilli, si può rimarcare il generalizzato fermento dovuto alle confraternite locali, alle quali è da attribuire anche la erezione o ristrutturazione di edifici di culto: Chiesa del Rosario (1588), Santuario della Beata Vergine della Salute (1731 - 1736) e Oratorio dell'Annunziata (1743); gli ultimi due ancora esistenti. Verso la metà del Seicento viene soppresso, dopo 130 anni circa di vita, il conventino dei Serviti, situato fuori dal Castello, detto "di San Sebastiano" e dal quale proviene il culto al Santo patrono del Paese (assieme a San Rocco). Altra presenza di rilievo era l'Ospedale, eretto intorno al 1400 e attivo fino al 1798 circa. Dal 1810 al 1814, Solarolo vivrà un breve periodo sotto il dominio del comune di Castel Bolognese, dal quale si staccherà nel 1815, divenendo, poi, nel 1816 governatorato della provincia di Ravenna, fino a risultare Podesteria del signore di Castel Bolognese dal 1827.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Solarolo vive i momenti di maggiore paura durante i mesi della sosta del Fronte al Senio. Tra le altre vittime si ricordano quelle dell'eccidio di ponte Felisio ( 2 settembre 1944) per rappresaglia e quelle della Torre della Rocca (10 aprile 1945), minata dai tedeschi a poche ore dalla Liberazione (11 aprile).
Oggigiorno a Solarolo vi sono ancora importanti monumenti da visitare come le Mura Manfrediane, la Porta del Castello e alcune chiese come il santuario della Beata Vergine della Salute e la chiesa Arcipretale.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
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